Nelle terre del Baltico. Terza tappa: Tallinn, un gioiellino tra le foreste selvagge

Una delle cose che, a mio parere, rende da sempre il viaggiare un’attività interessante ed istruttiva sotto ogni punto di vista è che la natura del viaggio comporta la necessità di rivedere costantemente i propri piani, le proprie convinzioni e, soprattutto, i pregiudizi che spesso ci accompagnano dalla partenza. Questo è quanto è accaduto anche nel mio caso, il giorno dello sbarco nella cittadina di Tallinn: gli stereotipi che, in precedenza, mi avevano spinta a chiedermi perché mai sacrificare una sosta in Finlandia in favore dell’Estonia, uno “staterello” dal nome così poco attrattivo, sono svaniti nel momento esatto in cui ho messo piede sul suolo estone.

La prima cosa che ho notato è stato il colore predominante, un verde bosco intenso e brillante, che contraddistingue il paesaggio: come ho avuto la possibilità di scoprire presto, infatti, l’Estonia è un paese dove la foresta può svilupparsi indisturbata, per decisione degli abitanti, così che circa l’80% del territorio è ora ricoperto da distese incontaminate di querce. Questo processo di riscoperta del rispetto verso la natura originaria ha portato da qualche anno a questa parte, oltre ovviamente a un guadagno dal punto di vista estetico dell’area urbana, anche a un concreto vantaggio dal punto di vista ambientale: la ricomparsa dei lupi- altrimenti a rischio di estinzione nella zona.

L'amore degli estoni per la natura ha portato moltissimi vantaggi alla flora e alla fauna locali
L’amore degli estoni per la natura ha portato moltissimi vantaggi alla flora e alla fauna locali

Se già questo elemento mi colpisce positivamente, la visione delle guglie dei vecchi edifici che svettano nel cielo, ricordandomi lunghe braccia tese in un caloroso saluto di benvenuto, mi conquista definitivamente.

Nel parco esterno del castello
Nel parco esterno del castello

La visita della capitale ha inizio dalla collina di Toompea, cuore della città vecchia, dove si trovano la Cattedrale ortodossa di Aleksandr Nevskij, dalle cupole nere, e il Castello di Toompea, sede attuale del Parlamento, sulla cui cima sventola la bandiera tricolore del paese: blu, nera e bianca. (Si dice che il blu rappresenti il cielo, mentre il bianco e il nero fanno riferimento rispettivamente alle tonalità della pelle del contadino e del nobile).

La Cattedrale ortodossa vista da una vietta laterale
La Cattedrale ortodossa vista da una vietta laterale

Proseguendo a piedi lungo le vie lastricate- niente a che vedere con gli stradoni immensi di Stoccolma- si arriva alla Cattedrale di Santa Maria Vergine, chiesa piuttosto semplice al suo interno ad eccezione dei grossi stemmi delle casate nobiliari, realizzati in legno e appesi come simbolo di prestigio. Secondo i pettegolezzi del luogo, la tomba posta nel pavimento antistante l’ingresso apparterrebbe a un famoso “Don Giovanni”, convertito poco prima della morte e collocato proprio all’entrata affinché potesse continuare, anche da defunto, a sbirciare sotto le vesti delle belle dame di corte.

Sempre restando nella zona alta, si ha poi l’occasione di ammirare la struttura medievale, un tempo adibita a fortificazione, dai due punti panoramici prediletti dai turisti, il belvedere di Kontuotsa e quello di Patkuli, dai quali poter godere di una splendida vista dell’antica cinta muraria e dei tetti appuntiti delle torrette di vedetta. Per i più temerari, invece, un altro punto di osservazione ottimale è il Campanile di Sant’Olav, considerato per anni l’edificio più alto del mondo con i suoi 124 m d’altezza, dal quale si riesce ad intravedere addirittura la costa di Helsinki, distante circa 80 km, nelle giornate più limpide. (L’unico problema è riuscire a salire tutti quegli scalini!).

Cartoline di una magnifica città
Cartoline di una magnifica città

Il vero nucleo della vita pulsante, però, resta senza dubbio la zona nei dintorni della Piazza del Municipio- o Piazza Raekoja– ricca di locali con prodotti tipici (tra i quali consiglio il salame d’alce), nella quale si vocifera abbia avuto origine l’usanza dell’Albero di Natale. Proprio in ricordo di questo avvenimento, infatti, ogni anno nel centro esatto della piazza gli abitanti allestiscono il caratteristico mercatino di Natale, annoverato tra i 20 più apprezzati di tutta Europa e richiamo imperdibile per gli amanti della festività. A controllare ciò che accade nel mondo sottostante, dalla sua postazione privilegiata dall’alto del Municipio, è posto, inoltre, il Vecchio Tommaso, banderuola segnavento simbolo della capitale e suo fedele guardiano.

Alla ricerca di allegri posticini nascosti
Alla ricerca di allegri posticini nascosti

In un angolino più tranquillo e isolato, infine, al numero civico 11, è possibile individuare quella che è considerata la più antica farmacia esistente- chiamata Raeapteek– in attività probabilmente dal 1400, con una stanza interamente dedicata ai rimedi utilizzati in passato contro le malattie. Tra gli ingredienti più singolari: succo della mummia, polvere del corno dell’unicorno, nido di rondine, polvere di pipistrello, ecc.

Passeggerei all'infinito lungo queste stradine lastricate
Passeggerei all’infinito lungo queste stradine lastricate

Al di là, tuttavia, dei monumenti e della storia travagliata, Tallinn mi ha affascinata soprattutto per la sua anima: una città fiera delle sue origini; un misto armonico di molti contrasti, sia per forma (tra le vecchie costruzioni tradizionali e quelle moderne in acciaio) che per colore (i toni delicati pastello dei muri contrastano con quelli più decisi delle tettoie spigolose); un luogo fiabesco rimasto intatto in una dimensione fuori dal tempo. Camminare lungo la strada cittadina principale, soprannominata Gamba Longa, cercando di resistere alla tentazione di acquistare una montagna di magnifici gioielli d’ambra o contemplando l’esposizione di dipinti degli artisti locali- tenuta a cielo aperto nella parte interna della cinta muraria, è un’esperienza che appare come un qualcosa di irreale, un vero e proprio salto nel passato fiorente della cittadella.

Sotto le arcate del Passaggio di Santa Caterina
Sotto le arcate del Passaggio di Santa Caterina
Le mostre a cielo aperto aggiungono un tocco di colore alle mura interne
Le mostre a cielo aperto aggiungono un tocco di colore alle mura interne

E mentre mi immagino vestita con gli ampi abiti d’epoca, intenta ad ascoltare l’eco prodotto dagli zoccoli dei cavalli e dalle carrozze in lontananza, penso tra me e me: Cara Parigi, hai finalmente trovato una degna rivale contro cui competere per guadagnare il titolo di mia capitale preferita!

Alla prossima,

Francesca

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3 risposte a "Nelle terre del Baltico. Terza tappa: Tallinn, un gioiellino tra le foreste selvagge"

  1. Cara Francesca, alcuni potrebbero pensare che il mio e’ un commento “di parte”, ma io faccio fatica a fare complimenti, e chi mi conosce lo sa. Se ti dico che hai scritto bene hai davvero scritto bene. Hai lasciato trasparire cio’ che provavi durante le visite nelle citta’ che hai visitato, hai raccontato le citta’, hai dato, a chi legge, la possibilita’ di vedere con i tuoi occhi, di emozionarsi con te! Brava.

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