Berlino, mi manchi

Proprio mentre sto preparando la valigia- emozionatissima all’idea che domani potrò camminare finalmente sotto il cielo di Praga- mi sorprendo a pensare ad un’altra città, vista molti mesi fa, eppure ancora così vivida nella mia mente: Berlino.

La capitale tedesca ha rappresentato per me qualcosa di differente rispetto a tutte le altre volte. Potrei quasi azzardare a dire che Berlino ha dato vita ad una esperienza unica nel suo genere: per il momento, è stata infatti la sola città di fronte alla quale sono rimasta assolutamente senza parole, anche se non unicamente per ragioni positive come ci si potrebbe aspettare.

Per molto tempo, ho cercato- senza mai riuscirci- di dare un giudizio univoco a questo luogo, non trovando, però, i termini per descriverlo nella maniera più realistica e fedele possibile. Per potermi spiegare meglio, vorrei quindi partire dicendo cosa non è stato per me Berlino: non c’è stato alcun colpo di fulmine come era accaduto a Parigi, nè alcuna accoglienza festosa- cosa che si addice di più a una Barcellona o a una Copenaghen, e neppure sentivo la presenza di quella sensazione di euforia ed eccitazione che aveva contraddistinto il soggiorno a Londra.

Non è stato assolutamente niente di tutto questo. E, forse, era esattamente così che doveva andare.

Il monumento-simbolo della città: la Porta di Brandeburgo
Il monumento-simbolo della città: la Porta di Brandeburgo
Il primo semaforo cittadino nel centro di Postdamerplatz
Il primo semaforo cittadino nel centro di Potsdamerplatz

Berlino è decisamente più complessa da capire- e, a mio parere, anche da apprezzare- rispetto a qualsiasi altra capitale europea per svariati motivi, primo fra tutti la visibilità (oltre che percezione) delle vecchie cicatrici di un passato che ha lasciato solchi profondi, non ancora sigillati del tutto. Ogni angolo della metropoli, infatti, sembra trasudare storia e ha il potere di evocare un numero incredibile di ricordi: la linea di separazione tra Berlino est e Berlino ovest ancora tracciata lungo le strade asfaltate; il vecchio posto di blocco (Checkpoint Charlie), protagonista di uno scontro tra americani e sovietici che fece tremare il mondo nella paura di un conflitto imminente; il Memoriale dell’Olocausto, foresta labirintica di steli, in ricordo delle disgrazie causate dal nazismo.

Rovine di un passato ancora riconoscibile
Rovine di un passato ancora riconoscibile
Il Memoriale dell'Olocausto sotto un cielo plumbeo tedesco
Il Memoriale dell’Olocausto sotto un cielo plumbeo tedesco

Per questo, la bellezza della città non si impone allo sguardo ma, al contrario, è necessaria una certa abilità per riuscire a coglierla nella sua interezza e nella sua profondità: cioè che serve è una grande consapevolezza e un occhio attento ai più piccoli particolari.

Orso Buddy: tra il 2001 e il 2002, circa 300 orsi sono stati distribuiti per le vie di Berlino in favore di un movimento a tutela dell'infanzia
United Buddy Bears: tra il 2001 e il 2002, circa 300 orsi sono stati distribuiti per le vie di Berlino in favore di un movimento a tutela dell’infanzia
La porta degli elefanti allo zoo di Berlino, uno dei più grandi d'Europa
La porta degli elefanti allo zoo di Berlino, uno dei più grandi d’Europa

Tra questi, però, ci sono alcuni angoli che non possono passare inosservati anche al turista più distratto: la East Side Gallery è una galleria a cielo aperto di street art allo stato puro, una richiesta di libertà urlata a suon di pennellate decise e messaggi provocatori. Camminare, per oltre un chilometro e mezzo, lungo ciò che resta del Muro rimane forse una delle esperienze più coinvolgenti e significative dal punto di vista emotivo.

Il luogo perfetto per osservare la creatività degli artisti di street art
Il luogo perfetto per osservare la creatività degli artisti di street art
Frammenti dell'East Side Gallery
Frammenti dell’East Side Gallery

Dietro a una facciata piatta e austera, la capitale tedesca nasconde molto più di quanto si possa immaginare fermandosi semplicemente alle apparenze: la modernità e la severità suggerite da alcuni edifici non sono che coperture di un cuore che batte, un nucleo dinamico proiettato all’innovazione ma comunque cosciente del proprio trascorso.

Momenti di dolcezza per le strade berlinesi
Momenti di dolcezza per le strade berlinesi

Forse Berlino non è entrata del tutto in sintonia con me- nè d’altronde io con lei- eppure ci siamo volute bene durante quel periodo trascorso insieme e, in alcune occasioni, mi manca: mi ha conquistato la sua dolce e tormentata vulnerabilità.

Alla prossima,

Francesca

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2 risposte a "Berlino, mi manchi"

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