Una foto non è solo una foto. Parte 1

Le fotografie ci permettono di ricordare ciò che, altrimenti, andrebbe perduto nei recessi della nostra fugace memoria. Fanno sorridere ed emozionare, sia chi le ha scattate sia chi si imbatte in esse. Sono come tante piccole finestre sul mondo che, tramite colori e forme, si fanno portavoci di un particolare modo di percepire e relazionarsi con la realtà.

Ogni scatto- indipendentemente dalle abilità tecniche o meno del fotografo, dalla risoluzione qualitativa e così via- racconta qualcosa della persona dietro all’obbiettivo e lo fa richiamando a sè un universo, estremamente variegato e complesso, di significati.

Il linguaggio delle immagini è emozione allo stato puro. E, spesso, è molto più efficace e potente persino del linguaggio delle parole.

Sto dicendo tutto questo perchè ho deciso da poco di creare questo spazio, chiamato “Una foto non è solo una foto”, con lo scopo di mostrarvi gli scatti che considero più significativi della mia galleria e con il desiderio di condividere quello che sta dietro alle apparenze: la storia, gli stati d’animo, gli spunti di riflessione.

Dopo non poca indecisione, ne ho selezionate cinque tra tutte le altre- che vorrei presentare in altrettanti “appuntamenti”- non sulla base di pretese tecniche o qualitative, ma per ciò che esse rappresentano.

La prima fotografia, che ho scelto per aprire questa nuova sezione, è stata scattata tra le Dolomiti del Passo Rolle e risale al Dicembre dello scorso anno.

IMG_20141207_184322

Ogni elemento di questo paesaggio montano mi affascina e mi fa sognare: il contrasto tra la macchia scura dell’intricata foresta di pini e i pendii semi-innevati sullo sfondo, i profili frastagliati delle vette, le tonalità oniriche e surreali del delicato tramonto invernale.

Tutto in questa immagine riesce a infondermi un senso di equilibrio e armonia, probabilmente anche a causa di ciò che quell’attimo ha significato per me: una breve (ma gradita) pausa dalle preoccupazioni e dalle ansie connesse all’ultimo anno di università- esami, tesi, colloqui, scelte, ecc.- nonchè un momento di pace e pienezza che ha posto tutto in una nuova prospettiva.

Ogni volta che osservo questo scatto, riesco ancora a percepire lo spaesamento provato allora e legato alle moltissime incertezze del futuro ma, al tempo stesso, ritrovo anche la serena accettazione del cambiamento e la speranza che quella visione ha saputo generare. Tutto sembrava così semplice in confronto a quello spettacolo della natura e le tanto temute novità avevano di colpo smesso di fare paura.

Ancora adesso, contemplare questo panorama mi fa sentire più leggera, di quella leggerezza a volte necessaria nell’affrontare le sfide della vita.

E a voi cosa riesce a trasmettere questa fotografia? Vi va di parlarne?

Al prossimo scatto,

Francesca

 

 

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