Una foto non è solo una foto. Parte 2

Per questo secondo incontro della sezione “Una foto non è solo una foto”, ci spostiamo dalle innevate Dolomiti al calore della Toscana e, in particolar modo, a una delle città italiane forse più invidiate dal resto del mondo: Firenze.

Lo scatto in questione mostra uno scorcio del famosissimo Ponte Vecchio e risale ad un afoso weekend di Ottobre dello scorso anno. Nonostante in molte altre zone d’Italia l’autunno fosse già alle porte, infatti, nel capoluogo toscano l’estate- come in parte si può percepire anche dall’immagine- resisteva ancora nel pieno delle sue forze, accogliendo con un allegro cielo limpido i turisti accorsi in massa al richiamo della cultura e della bellezza fiorentina.

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In questa fotografia, ogni cosa mi esprime- in una maniera che non ho ancora del tutto compreso- autenticità, freschezza e grande semplicità: i colori caldi degli edifici affacciati sul fiume, le geometrie del ponte, perfino il riflesso, lievemente ondulato, delle nuvolette bianche sull’acqua. Tutto mi comunica una sincera genuinità.

L’importanza rivestita da questo scatto è dovuta, principalmente, a due motivazioni: innanzitutto, per il ricordo felice a cui si lega- due giorni colmi di sorrisi e nuovi stimoli, durante i quali è maturata l’idea di creare questo spazio di condivisione- ma anche, e soprattutto, per la capacità che possiede, a mio parere, di rappresentare appieno il cuore della città.

Esuberante, fiera, “alla mano” e splendida, Firenze è il luogo dove il tempo sembra scorrere tanto lentamente da appartenere ad un’altra dimensione, quasi che la città stessa chiedesse ai suoi abitanti di rallentare, godendo di ogni singolo istante messo a loro disposizione.

Le immagini parlano e questa, in particolare, sembra tentare di trasmettere proprio questo messaggio: alcune volte, quando le circostanze lo permettono, procedere a rilento non è, come ci hanno portati a credere, una perdita di tempo prezioso ma, al contrario, è il modo migliore per restituire nuovamente valore ad ogni minuto vissuto. Un pò come le nuvole che, calme e imperturbabili, riescono ad andare lontano seguendo un ritmo costante, senza fretta.

Siete d’accordo con me? Che sensazioni vi fa provare questa foto?

Al prossimo scatto,

Francesca

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2 risposte a "Una foto non è solo una foto. Parte 2"

  1. Ciao quello che mi colpisce sempre di Firenze e che mi colpisce di questa foto è la luce ed il colori che si formano di conseguenza che non riesco a trovare in nessuna altra città. O meglio non l’ho ancora trovata. Forse perchè conosco quasi ogni sampietrino, forse perchè ho la fortuna di andarci spesso, forse perchè si mescolano l’arte, la cultura ed il buon cibo Firenze resta una delle mie città preferite. Firenze è la città in cui lasciarsi cullare e lasciarsi trasportare. E’ la città dove si sente ancora l’odore del cuoio per le strade e dove tutto è ancora a “dimensione umana”. E dove al mercato di San Lorenzo e ordini un panino con il lampredotto da Nerbone ti siedi accanto a degli sconosciuti e li conosci. Di qualsiasi nazionalità siano. Quindi cara Francesca condiviso tutto quello che hai scritto! Aspetto il prossimo scatto. Sabrina

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