“Un mare di montagne è davanti a noi…”

Buongiorno a tutti!

In questa giornata di festa, sento il bisogno di tornare a raccontarvi di loro, le Dolomiti, con un post che lasci “parlare” il più possibile i paesaggi mozzafiato e la natura incontaminata delle montagne bellunesi. In particolare, ho deciso di inserire in questo articolo una piccola galleria composta da varie fotografie, tutte scattate da uno dei punti panoramici che più preferisco: la terrazza del rifugio Nuvolau.

Nella Conca di Cortina, a circa 2575m di quota, svetta quello che fu il primo rifugio alpino delle Dolomiti, costruito più di un secolo fa: nell’agosto del 1883, infatti, il colonnello tedesco Richard von Meerheimb, guarito da una grave malattia durante il suo soggiorno in Ampezzo, decise di mostrare la sua riconoscenza alla valle che lo aveva guarito stanziando del denaro per costruire un ricovero alpino, chiamato poi “rifugio Nuvolau”.

Pur restando aperta solamente durante la stagione estiva (da giugno a settembre), questa baita dall’aria spartana costituisce oggi un punto di riferimento irrinunciabile per moltissimi amanti dell’escursionismo, soprattutto per la vista a 360 gradi che è in grado di offrire sui gruppi montuosi circostanti, tra i quali le Pale di San Martino, le Cinque Torri e la Marmolada. Non a caso, gli abitanti della zona paragonano orgogliosamente il rifugio a un nido d’aquila, piccolo ma accogliente, collocato sulla cima della montagna di cui porta il nome.

Ci sono diversi itinerari che conducono al rifugio Nuvolau, suddivisi ovviamente in base alla durata del tragitto e al livello di difficoltà. Quello che consiglio io parte dal Passo Giau (in particolare dall’albergo del passo), ha una durata di un’ora e mezzo circa ed è relativamente semplice come percorso: solo l’ultimo tratto presenta un leggero dislivello. In alternativa è possibile partire anche da Passo Falzarego, da Bai de Dones o dal rifugio Cinque Torri. Indipendentemente da quale sia il vostro punto di partenza, però, ciò che conta e che vi lascerà sicuramente senza parole è la visuale di incredibile bellezza di cui potrete godere una volta giunti a destinazione.

Lascio allora che siano le immagini a convincervi e a parlare per me perché come scrive Paul Grohmann, a proposito del panorama ammirato dal Nuvolau: “Un mare di montagne è davanti a noi, e sarebbe inutile volerle elencare o descrivere. Soltanto la macchina fotografica potrebbe fissare le nostre impressioni.”

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Alla prossima,

F.

 

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