Bruges – il nostro itinerario a piedi

Dopo avervi parlato in un articolo precedente degli scorci che ho preferito della graziosa Bruges, ho deciso -sotto richiesta di alcuni di voi- di realizzare un post contenente l’intero itinerario che abbiamo seguito durante la nostra visita alla città, sperando che possiate replicarlo facilmente in caso di necessità.

Sebbene i modi più divertenti per scoprire Bruges siano senza dubbio via acqua (partecipando a una delle tante crociere organizzate sui canali) oppure a bordo di un’allegra e fiabesca carrozza, noi, per questioni di tempo, abbiamo optato per un percorso a piedi bello intenso in modo da non tralasciare nulla di questo gioiellino. Ve lo ripropongo dettagliatamente qui sotto.

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Tenendo come punto di partenza e di riferimento la stazione dei treni (che, come vi ho già accennato, è il mezzo più efficiente ed economico per girare nelle Fiandre), dirigetevi subito verso il Minnewater Park (il cosiddetto lago dell’amore), un tempo chiassoso porto interno della città dove i mercanti provenienti da tutto il mondo smerciavano vino, spezie e seta. Al contrario, oggi questa zona è forse tra le più tranquille della cittadina: sebbene molto turistica, infatti, è sempre possibile ritagliarsi un angolino appartato, dal quale poter ammirare i cigni candidi o i giochi di luce riflessi sullo specchio d’acqua.

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Tra aiuole curate e sentieri nel verde, è semplice distrarsi e perdere la cognizione del tempo in questo bellissimo parco ma è altrettanto semplice raggiungere il vicino Begijnhof (beghinaggio), seguendo le indicazioni che dalla Wijngaardplein -nota per la sua fontana decorata da una testa di cavallo- conducono direttamente a uno dei due ingressi di questo rifugio. Qui troverete una tipica abitazione di begijnhof, oggi adibita a museo a quattro sale.

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Procedendo in direzione del centro, ci si imbatte poi nel Diamantmuseum (Museo dei diamanti) e nel Memlingmuseum. Quest’ultimo -dedicato alle opere più famose del pittore fiammingo Hans Memling- si trova all’interno della cappella di uno degli ospedali antichi meglio conservati d’Europa: il Sint-Janshospitaal del XII secolo. Molto interessante la visita all’apotheek (la vecchia farmacia), situata nello stesso complesso.

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Poco più avanti, superando sulla destra l’imponente Sint-Salvators kathedraal, potrete concedervi una (piccola) pausa nella piazzetta squadrata di Simon Stevinplein per poi dirigervi verso l’incrocio tra la Wollerstr. e la Braambergstr., dove riconoscerete sicuramente la visuale più fotografata di Bruges: quella del Belfort, la torre campanaria simbolo della città, che svetta sui canali.

Trovandovi sempre più in prossimità del cuore cittadino, noterete sicuramente l’aumento esponenziale di turisti ma anche di café e cioccolaterie dove poter acquistare praline di ogni gusto e dimensione. Se però quello che cercate è una bella porzione di patatine fritte (quelle belghe sono più croccanti rispetto a tutte le altre, grazie alla doppia cottura), portate pazienza ancora un po’: nella piazza del mercato, la famosa Markt, in una di quelle bellissime case dal tetto a gradoni, c’è un negozio che vende coni di patatine da 1 kg l’uno. – Le più buone (e le più abbondanti) che abbia mai mangiato!

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In inverno poi, proprio al centro di questa piazza, oltre alle solite bancarelle di cibo e prodotti artigianali, viene montata una pista di pattinaggio sopraelevata: in fondo può essere una soluzione piuttosto divertente per combattere il freddo polare!

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Dopo esservi lasciati alle spalle l’atmosfera festosa della piazza principale e aver scoperto la piccola e appartata Eiermarkt, è tempo di proseguire verso est, oltre il Frietmuseum (Museo della patatina fritta) e il Choco-story (Museo del cioccolato). Al di là del ponte della Genthof, vi troverete nel quartiere di Sint-Anna, conosciuto per la fiorente industria del merletto, per le adorabili casette a schiera e per gli ultimi mulini a vento funzionanti del Belgio. Per vederli è necessario spingersi fino all’estremità del quartiere, delimitato dalla sponda del Kanaal Gent.

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Nelle loro vicinanze incontrerete facilmente il De Windmolen, un café d’angolo davvero carino, con i tavolini all’aperto, le sedie in vimini e i muri esterni rivestiti da una cascata di edera. Può essere il localino perfetto dove riposarvi e degustare una birra del posto, confondendovi tra i local.

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Al ritorno (sempre che ne abbiate ancora le forze), costeggiate la Potterierei e, successivamente, seguite i canali secondari fino alla curva a destra della Speelmansrei a caccia di scorci originali e romantici ponticelli. Sono certa che non rimarrete delusi.

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Una volta qui, inoltre, è molto semplice tornare alla stazione di partenza e recuperare il treno che vi riporterà indietro.

 

Spero di esservi stata utile e di avervi lasciato dei buoni spunti!

A presto,

F.

 

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