Riga in cinque cose che ho amato

Riga, la capitale della Lettonia.

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Una città intrisa di fascino e bellezza. Una città -ahimè!- ancora parecchio sottovalutata, ma che non ha nulla da invidiare a moltissime altre. Una città ideale da vivere sotto Natale, con il cielo bianco latte, le ghirlande e i festoni che mettono allegria, le candeline accese sui davanzali delle finestre.

Riga, in questo periodo dell’anno, è una vera meraviglia. Un luogo che scalda il cuore (ma congela tutto il resto!) e irradia magia. Un luogo che, sono certa, vi saprà facilmente conquistare.

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Io, in particolare, sono rimasta affascinata da cinque aspetti, cinque cose che ho amato e che hanno reso i miei tre giorni in Lettonia davvero speciali.

L’atmosfera

Come ormai saprete, sono una di quelle persone che riesce a capire subito se un luogo è conforme o meno ai propri gusti in base al tipo di atmosfera e di sensazioni che quello stesso luogo veicola.

Ecco, da questo punto di vista, Riga faceva esattamente al caso mio.

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Immaginatevi un delizioso profumo di cioccolato nell’aria, l’eco dei canti natalizi proveniente dalla piazza principale, un accenno di neve e il freddo pungente del Nord sul viso. Immaginatevi le lucine, il gioioso trambusto dei mercatini di Natale, l’odore forte e prepotente del vino caldo, l’eccitazione dei bambini di fronte alle bancarelle di dolciumi. E poi, immaginatevi una persona come me che vivrebbe seriamente in una città simile, che ama le basse temperature (e a Riga, giuro, sono bassissime quelle percepite!) e che smania tutto l’anno in attesa del mese di Dicembre. Per me, è stato davvero il paradiso.

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La Città Vecchia

Se dovessi scegliere il miglior punto di partenza per visitare la capitale lettone, opterei ad occhi chiusi per la Città Vecchia, e in particolare per la turistica Ratslaukums (la piazza centrale dove si trova la famosa sede della corporazione delle Teste Nere).

Riga, infatti, possiede un cuore medievale che batte tuttora, un cuore composto da stradine tortuose e acciottolate, da campanili aguzzi e imponenti cattedrali, da mura di vecchi castelli in rovina e adorabili localini dalle tinte pastello. Gironzolare senza meta per le viuzze della Vecriga (la Città Vecchia, appunto) è sicuramente il modo più bello per scoprire tutti i piccoli tesori nascosti nell’antico tessuto urbano.

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Quando avrete finito di esplorare la Città Vecchia a piedi, però, salite in cima al campanile della Chiesa luterana di San Pietro. Dall’alto dei suoi 72 metri di altezza (che fino alla Seconda guerra mondiale gli avevano conferito il titolo di edificio più alto d’Europa), la visuale sarà impagabile.

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(Promettetemi di salirci al sorgere del sole o all’ora del tramonto, per apprezzare ancora di più le sfumature sui tetti della città.)

L’Art Nouveau

Personalmente, non posso dire di essere un’amante dell’Art Nouveau. Solitamente preferisco uno stile architettonico più pulito e lineare, meno disordinato.

Eppure, passeggiando lungo Alberta iela, sono rimasta incuriosita di fronte alla lieve stravaganza delle facciate, all’audacia delle forme e all’inquietudine che mi hanno trasmesso alcuni soggetti.

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Riga è la città con la più bella collezione di edifici Art Nouveau al mondo: se ne contano all’incirca 750, per la maggior parte realizzati dall’architetto M. Ejzenstejn in onore del 700° compleanno della capitale. Non stupisce infatti che il centro storico di Riga sia stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

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Le casette più interessanti da vedere? Quelle in Alberta iela 2a, 4 e 13.

I dintorni

La Lettonia è una sorta di enorme, incontaminato parco naturale e, non appena metterete piede fuori da Riga, ve ne accorgerete. Laghi, spiagge bianche, paludi misteriose, distese di pini: la varietà del paesaggio lettone è davvero sorprendente e le alternative a vostra disposizione non sono da meno.

Per quanto riguarda le escursioni da fare in giornata nei dintorni della capitale, le destinazioni più in voga sono sicuramente la località di Jurmala (ovvero la versione baltica della Costa Azzurra), il Palazzo di Rundale e la bella Sigulda. Le due che vi consiglio, però, sono un po’ meno turistiche ma comunque molto particolari: una visita alla pittoresca Cesis (la cittadina dove ho trascorso il giorno del mio compleanno) oppure, per gli amanti della natura, segnalo un circuito di 3 km lungo una passerella che attraversa una fitta palude, conosciuto come il Sentiero della Grande Palude Kemeri. Un luogo da brivido.

Le leggende 

Ciò che ho apprezzato di più di Riga, però, è stato il forte legame che ho percepito esserci con il passato ma, soprattutto, con l’incredibile patrimonio culturale di leggende e aneddoti popolari.

Tra i più noti, il più simpatico è quello legato alla Casa del Gatto, diventata col tempo uno dei simboli della città. Pare che il proprietario della casa, vedendosi respinto dalla corporazione dei mercanti dall’altra parte della strada, decise di vendicarsi sistemando sulla cima della sua torretta un gatto nero con la coda sollevata (e il sedere bene in vista), rivolto verso la Sala della Grande Gilda. I mercanti allora, indispettiti, stabilirono che l’uomo potesse essere ammesso nel circolo, a condizione che girasse il gatto dall’altra parte.

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Che dire poi del primo Albero di Natale? Sembra infatti che la tradizione di addobbare un abate sotto il periodo natalizio sia nata proprio a Riga (anche se il primato viene spesso conteso con la capitale dell’Estonia, Tallinn): in una fredda vigilia di Natale del 1510, i mercanti celibi della città, riuniti nella Casa delle Teste Nere per i festeggiamenti, (probabilmente sotto effetto di alcool) trascinarono all’interno dell’edificio un grosso pino e lo decorarono con ghirlande e fiori, poco prima di dargli fuoco. Da allora questa tradizione si è diffusa in tutto il mondo (fatta eccezione per il falò).

Carino, vero?

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A presto,

F.

 

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2 risposte a "Riga in cinque cose che ho amato"

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