Parigi a piedi – itinerari più o meno insoliti nella Ville Lumière

Amo passeggiare per le città.

Credo che, fra tutti, sia in assoluto il modo migliore per assaporare l’atmosfera che caratterizza un luogo, per sentirsi parte della gente che lo abita. Per scoprirlo in tutta la sua interezza e autenticità, passo dopo passo.

Se poi il luogo in questione è Parigi, beh… passeggiare non può che diventare un piacere immenso, uno di quelli a cui difficilmente si può rinunciare. Uno di quelli che si trasformano quasi in dipendenza, e che in fondo non ci stancano mai.

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Vi propongo allora 3 (+1) itinerari a piedi da realizzare nella Ville Lumière, alcuni più tradizionali e conosciuti, perfetti per chi visita Parigi per la prima volta, altri invece meno blasonati, adatti a chi vuole esplorare alcuni angoli più insoliti della città.

1. PASSEGGIATA LUNGO LA SENNA

Partiamo da un grande classico: una delle prime immagini che mi colpiscono quando penso a Parigi è quella della Senna, iconica. Storica. Romantica.

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Sebbene in molti suggeriscano di salire a bordo di un batobus o bateaux-mouches per assaporarsi davvero l’atmosfera che si respira lungo il fiume, a mio parere le cose più belle da vedere si trovano proprio lungo le sue sponde e difficilmente le si potranno ammirare da vicino una volta a bordo di un battello.

(Premessa: questo è l’itinerario più lungo e impegnativo dei quattro che vi propongo. Preparatevi a camminare un bel po’, ma fatelo senza fretta gustandovi appieno l’atmosfera parigina.)

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La nostra passeggiata lungo la Senna parte dall’Île des Cygnes, dove si trova il monumento apparentemente più insolito di tutta Parigi: una copia della Statua della Libertà. Donata dagli americani in occasione del centenario della Rivoluzione Francese, a rappresentare la vicinanza delle due nazioni (entrambe sostenitrici dei diritti di libertà e uguaglianza), la statua presenta un orientamento insolito: è rivolta infatti con lo sguardo puntato verso il lontano oceano e, simbolicamente, verso New York.

Ci incamminiamo ora in direzione Trocadero restando sulla sponda destra del fiume. Il prossimo ponte che incontriamo è il Pont Bir-Hakeim che, nonostante il nome poco conosciuto, è uno degli sfondi più cinematografici della capitale (per esempio, compare più volte nel film Inception). Da qui, continuiamo diritto fino a scorgere il profilo della Tour Eiffel da un lato e dei Giardini di Trocadero dall’altro: se cercate un angolo più tranquillo da cui ammirare la torre parigina restando vicino alla Senna, attraversate momentaneamente il fiume per riposarvi all’ombra dei platani di Port Debilly lasciandovi cullare dallo sciabordio dell’acqua.

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Ritorniamo quindi sui nostri passi e superiamo la Passerelle Debilly (un tempo luogo d’incontro per le spie comuniste) e il Pont de l’Alma, su cui si trova l’ultimo Zuavo presente in città (ovvero la statua che in passato serviva a misurare il livello di piena del fiume). Puntiamo ora al Musée d’Orsay, il mio museo parigino preferito: lungo il percorso, incontriamo il Jardin flottant (un giardino galleggiante che costituisce l’angolo più zen di Parigi), il Pont Alexandre III (la cui prima pietra venne posata dallo zar russo Nicola II) e l’Hôtel des Invalides, con la cupola dorata sotto alla quale riposano le spoglie di Napoleone Bonaparte.

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Una volta arrivati al museo, ricavato all’interno di una vecchia stazione ferroviaria, possiamo decidere di attraversare il vicino Pont des Arts, oggi troppo fragile per sostenere il peso di tutti i lucchetti che, fino a qualche anno fa, vi venivano appesi dalle coppie di innamorati. Il ponte conduce alla parte più antica del Louvre, ma noi proseguiamo fino a raggiungere la nostra destinazione finale, l’Île de la Cité.

Qui ci fermiamo potendoci finalmente riposare al cospetto della maestosa cattedrale gotica di Notre Dame, in uno degli scorci più fotografati della Parigi storica.

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2. A CACCIA DI LIBRI

Il secondo itinerario a piedi per Parigi che vi propongo è legato all’altra mia grande passione, oltre al viaggio: l’andare a caccia di libri e librerie particolari.

Se Parigi è la città dell’amore come molti sostengono, è ancor di più la città dell’arte e della letteratura: ecco perché, se vi piace curiosare tra scaffali di librerie dall’animo vintage, vi trovate nel posto giusto.

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Il nostro punto di partenza in questo caso è proprio Notre Dame, dove ci siamo fermati prima: da qui, ritorniamo momentaneamente sui nostri passi e ci fermiamo solo per poco sulle sponde della Senna (sempre dal lato del Musée d’Orsay, per intenderci). Lungo il parapetto, incontriamo centinaia di bancarelle in cui vengono esposti souvenir, cartoline ma anche libri dalle pagine ingiallite dal tempo: i bouquinistes di oggi altro non sono che gli squattrinati librai del passato che, non potendo permettersi una libreria vera e propria, esponevano la merce nelle vicinanze del fiume. Un tempo utilizzati dalla Resistenza come cassette postali oppure per permettere la circolazione di pensieri contestatori, i bouquinistes di adesso hanno di certo perso la propria valenza sociale: tuttavia, la loro presenza rende ogni scorcio ancora più pittoresco.

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Proseguiamo. Poco distante dalla Senna, in rue de l’Odeon, si trova la libreria più storica della città: la Shakespeare & co., famosa perché luogo di ritrovo di scrittori quali Hemingway e Joyce. Aperta nel 1919 e successivamente chiusa durante l’occupazione tedesca del ’41, la libreria riaprì negli anni ’50 e divenne ben presto il punto di incontro della Beat Generation. Tra scaffali ricolmi e salottini improvvisati, sono sicura ci potreste passare delle ore.

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Usciti dalla libreria, proseguiamo sulla destra (tenendo il fiume sulla sinistra) e, lasciandoci l’Île de la Cité alle spalle, arriviamo a l’Île Saint-Louis, ovvero la seconda delle due isole collocate nel mezzo della Senna, attraversando il Pont de Sully. Tra negozietti e ristoranti, spicca un localino con libri e vecchie mappe in vetrina: si tratta della prima libreria di viaggio della capitale, la Librairie Ulysse, aperta nel 1971. All’interno, vi troverete immersi da oltre 20mila opere letterarie a tema viaggio, più altrettante cartine topografiche e riviste provenienti da tutto il mondo.

Infine, ci spostiamo sulla sponda opposta del fiume per raggiungere la libreria italiana più prestigiosa di Parigi: la Tour de Babel aperta in rue du Roi de Sicile, è perfetta anche per chi volesse imparare l’italiano grazie alla possibilità di noleggiare film e/o dizionari in lingua originale.

3. PARIGI CINEMATOGRAFICA

Un’altra cosa che amo particolarmente di Parigi è che ti fa sentire parte di una pellicola cinematografica, una di quelle a lieto fine dai colori pastello.

Per ripercorrere alcune delle location più famose comparse nei film (sia di registi francesi che internazionali) ambientati a Parigi, il nostro percorso parte proprio da una delle piazze più riprese nell’ambiente cinematografico, Place de la Concorde con le due fontane eleganti e l’Obelisco di Luxor collocato al centro.

Questo è sicuramente il punto ideale da cui partire per risalire per intero i lunghi viali alberati degli Champs-Élysée: un tempo qui si contava il maggior numero di cinematografi al mondo. Oggi i viali sono occupati per lo più da negozi di grandi catene pensate per i turisti, inoltre gli affitti incredibilmente alti hanno decretato la chiusura definitiva dei cinema d’autore e di qualsiasi altra attività originaria.

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Tra le rare eccezioni, il ristorante Fouquet’s rimane tutt’ora il luogo d’incontro degli attori vincitori del premio César. Poco distante dal ristorante ma sul marciapiede opposto, dove adesso si trova l’UGC George V, nacque la rivista Cahiers du Cinéma alla quale collaboravano personaggi del calibro di Truffaut, Godard, Chabrol (futuri esponenti della Nouvelle Vague).

Infine una volta giunti all’Arc de Triomphe e costeggiando l’avenue Kléber, arriviamo al cuore dell’immaginario cinematografico parigino, a Piazza Trocadero e ovviamente alla Tour Eiffel, giusto in tempo per goderci il tramonto con questa vista così speciale.

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(L’itinerario potrebbe proseguire nel Quartiere Latino della città, dove si sono formati i grandi registi della Nouvelle Vague, ma per oggi direi che abbiamo camminato a sufficienza.)

4. PARIGI DALL’ALTO

L’ultimo itinerario che vi propongo in realtà non è un itinerario vero e proprio, quanto una lista di alcuni dei migliori punti panoramici di Parigi, alcuni dei quali ad accesso gratuito.

Partiamo dal village degli artisti, Montmartre, che tra brasserie piccine piccine e atelier è uno dei quartieri più magici della capitale. Sviluppatosi su una collina, Montmartre attira da sempre artisti ed intellettuali e dalla sua posizione privilegiata offre postazioni panoramiche tra le più belle sulla città sottostante (tra cui il piazzale di fronte alla Basilica del Sacro Cuore). Parigi ammirata dalla collina di Montmartre assume tutto un altro fascino.

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Di tutt’altro genere, la terrazza panoramica dei Grandi Magazzini La Fayette: dopo un intenso pomeriggio di shopping, un aperitivo sulla cima del più grande centro commerciale della città, per di più con vista sulla Tour Eiffel da una prospettiva originale, non può che concludere al meglio la giornata.

Infine, per gli amanti dell’arte e delle installazioni insolite, vi suggerisco di esplorare il Centro Pompidou: questo centro culturale nasconde infatti tante sorprese, prima fra tutte l’area panoramica con vista sui tetti parigini. Ricordatevi però che l’accesso alla terrazza è gratuito solamente nei weekend, mentre in settimana dovrete acquistare il biglietto.

 

A presto,

F.

 

 

 

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