Attraversare la frontiera tra Giordania e Israele è possibile? Ti racconto la mia esperienza

Mi avevano detto che era impossibile. Attraversare la frontiera tra Giordania e Israele, intendo.

Mi avevano detto che era un’idea folle e che, in ogni caso, non ne sarebbe valsa la pena.

Mi avevano suggerito di lasciar perdere, tornare sui miei passi considerando l’idea di arrivare in Israele tramite un comodissimo volo di linea dall’aeroporto di Amman.

Ma a me non sono mai piaciute le cose troppo semplici, inoltre le frontiere mi hanno sempre affascinato: l’idea di varcare un confine che non è solo fisico ma anche metaforico, culturale, storico, ma soprattutto di farlo via terra, lentamente, come usavano fare i primissimi esploratori di un tempo era un’idea troppo allettante per non scegliere di metterla in pratica.

E, per fortuna, per l’ennesima volta ho deciso di fare di testa mia. 

frontiera tra Giordania e Israele

Una cosa però devo ammetterla: prima di partire, ho avuto grandissime difficoltà a trovare delle informazioni chiare e dettagliate su Internet. Molto spesso addirittura siti diversi si contraddicevano tra loro, creandomi solo una grandissima confusione.

Per questo motivo, cercherò di raccogliere in questo articolo tutte le informazioni utili per attraversare la frontiera tra Giordania e Israele via terra, con partenza dalla capitale giordana Amman e arrivo a Gerusalemme/Tel Aviv, sperando che possa semplificare la vita a molti altri viaggiatori.

Solo una piccola premessa prima di iniziare: armatevi di tanta, ma tanta, ma tanta pazienza se davvero volete vivere un’esperienza simile. Ne avrete bisogno!

Attraversare la frontiera tra Giordania e Israele è possibile?

Qual è e dove si trova la frontiera tra Giordania e Israele

Ad un primo approccio sul web, scoprirete che esistono ben 3 punti di confine tra Giordania e Israele in cui è possibile transitare da un paese all’altro.

Questi tre punti si trovano a vari chilometri di distanza tra loro, distribuiti rispettivamente a nord, a sud e nel centro della linea di confine che separa il territorio giordano da quello israeliano; sebbene vi diranno che non sempre è possibile passare la frontiera seppur muniti dei giusti documenti (di cui vi parlo meglio dopo), in realtà per i turisti la situazione è molto più agevole rispetto alle limitazioni/controlli che vengono subiti dagli abitanti del posto.

Detto questo, i tre valichi di frontiera sono rispettivamente: lo Sheik Hussein Bridge o Jordan River Terminal a nord (circa 90km da Amman), il Ponte Allenby o King Hussein Bridge nel centro (circa 57km da Amman) e il Wadi Araba o Aqaba Bridge nel sud (circa 324km da Amman).

Per comodità, io ho scelto di attraversare il confine presso il King Hussein Bridge, trattandosi del punto più vicino alla capitale giordana dalla quale sono partita.

Da Amman al King Hussein Bridge

Dal mio hotel di Amman ho raggiunto il King Hussein Bridge in circa un’ora di taxi che avevo prenotato precedentemente. Non si tratta certo dell’opzione più economica (abbiamo infatti speso €50,00 in due) ma sicuramente di quella più comoda e veloce.

In alternativa, dalla stazione di Al Abdali partono giornalmente bus e taxi collettivi che vi permetteranno di raggiungere la frontiera a costi più contenuti: tuttavia, gli orari del servizio sono piuttosto distanziati tra loro nell’arco della giornata e potreste non arrivare a destinazione per tempo.

Tenete infatti in considerazione che il King Hussein Bridge è aperto dalla domenica al giovedì dalle 7.30/8.00 alle 20.00, mentre il venerdì e il sabato dalle 7.30/8.00 alle 13.00. Per questo motivo, prima vi presenterete di fronte ai cancelli d’ingresso e meglio sarà per voi!

King Hussein Bridge

Una volta giunti al King Hussein Bridge, la prima cosa che dovrete fare sarà dirigervi agli uffici di frontiera per consegnare il passaporto e sottoporvi ai controlli di sicurezza obbligatori. Insieme al passaporto, vi verranno richiesti anche il visto giordano e 20 dinari a testa (circa €25,00): una sorta di “tassa” applicata all’uscita del paese.

Superati finalmente i controlli e ottenuto il permesso delle autorità presenti, sarete condotti su un pullmino dove potrete caricare i vostri bagagli e dove vi verrà restituito il passaporto.

Attenzione: se volete arrivare dall’altra parte, l’unico modo per farlo è proprio salire su questo pullmino pagando ulteriori 8 dinari (€10,00). La durata del tragitto dura soltanto pochi minuti, attraverso una terra di nessuno che vi metterà i brividi…

Dal King Hussein Bridge a Gerusalemme/Tel Aviv

Se pensate che i controlli in uscita dalla Giordania siano stati rigorosi, non sapete ancora cosa vi aspetta appena scesi dal pullmino!

Arrivati alla parte israeliana del confine, infatti, i controlli saranno ancora più severi di quanto possiate immaginare: nonostante la folla di persone e il tentativo da parte delle autorità israeliane di velocizzare le pratiche, per esempio, il mio bagaglio è stato perquisito per ben 4 volte, come pure il controllo del passaporto. Inoltre, ad ogni controllo mi venivano rivolte le stesse domande di routine quali che cosa ci facevo in Giordania, perché volevo attraversare la frontiera, cosa avrei fatto una volta attraversato il confine, se conoscevo qualcuno da quelle parti, ecc.

Dopo un tempo che mi è sembrato interminabile, sono stata ufficialmente accettata in Israele e mi è stato rilasciato il visto su un fogliettino che mi è stato detto di conservare se volevo uscire legalmente dal paese per tornarmene a casa mia. Inoltre, non mi è stato applicato nessun timbro sul passaporto, in quanto da qualche anno la presenza del timbro israeliano sul passaporto crea grosse difficoltà a viaggiare in molti paesi del mondo. (Ormai difficilmente viene posto il timbro d’Israele su un passaporto europeo, tuttavia voi chiedete per sicurezza di rilasciarvelo su un foglio a parte.)

Ottenuto il lascia-passare, potrete finalmente fare un sospiro di sollievo e cercare un passaggio per raggiungere Tel Aviv/Gerusalemme (o qualsiasi altra città desideriate). Appena usciti dalla dogana, troverete infatti il terminal degli autobus con collegamenti giornalieri per tutte le principali località turistiche del paese. Tuttavia, poiché la maggior parte delle indicazioni è scritta in ebraico, vi consiglio di domandare all’ufficio informazioni presente all’interno della dogana.

Un’altra raccomandazione che dovrete tener presente è che è meglio non attraversare la frontiera tra Giordania e Israele di sabato: questo perché, essendo giorno di riposo settimanale, molti servizi (tra cui i trasporti) non sono garantiti quindi sarete costretti a prendere un taxi per arrivare a destinazione, spendendo cifre esagerate!

Dal King Hussein Bridge, in ogni caso, ci impiegherete circa 3 ore ad arrivare a Tel Aviv/Gerusalemme.

Informazioni utili: documenti, tempistiche e altro

  •  Oltre ad essere in possesso di un passaporto in corso di validità (di almeno 6 mesi), alla frontiera è necessario presentare il visto turistico della Giordania che solitamente viene consegnato direttamente all’arrivo in aeroporto. Il costo del visto è gratuito per chi acquista il Jordan pass, ovvero la carta d’accesso per oltre 40 siti salienti del paese; altrimenti dovrete pagare 40 dinari giordani che equivalgono a circa €50,00.
  •  Il visto per Israele invece è gratuito: si tratta dell’Electronic Gate Pass, su cui verranno segnate le date di ingresso e uscita dal paese, oltre alla foto personale presente sul passaporto.
  •  Da quando ho lasciato il mio albergo ad Amman a quando ho messo finalmente piede a Tel Aviv sono trascorse quasi 8 ore. Ovviamente le tempistiche variano molto in base al periodo in cui si viaggia, alla quantità di persone presenti, ecc.: tenete in conto però che i passaggi burocratici non sono mai rapidi, perciò armatevi di pazienza, dirigetevi alla frontiera la mattina presto e approfittate del tempo a disposizione per pianificare le prossime tappe del viaggio.
  •  Proprio perché sarete in ballo per molte ore consecutive, assicuratevi di avere con voi cibo e acqua a sufficienza per affrontare la giornata.
  • Vi ricordo, infine, che non è possibile attraversare il confine a bordo di un mezzo di trasporto proprio: se avete quindi noleggiato un’auto in Giordania, non potrete arrivare in Israele con quella, ma sarete costretti a lasciarla in Giordania per poi noleggiarne un’altra una volta arrivati a destinazione.

Ci tengo a precisare nuovamente che le informazioni e i racconti che ho inserito in questo articolo sono frutto di un’esperienza diretta, che ho potuto vivere anche grazie ai consigli ricevuti da una guida locale durante il mio viaggio in Giordania. Pertanto, si tratta di informazioni sicure e garantite dal fatto che sono tornata a casa sana e salva, a differenza di quanto mi era stato predetto prima della partenza. xD

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16 pensieri riguardo “Attraversare la frontiera tra Giordania e Israele è possibile? Ti racconto la mia esperienza

  1. Mi sa che bisogna sempre provare direttamente le cose per verificare! Proprio ieri sono rientrata da Tel Aviv e avevo letto che i controlli in aeroporto per chi lasciava il paese erano severissimi. Così siamo andati in aeroporto ben tre (!) ore prima del volo ma in meno di trenta minuti avevamo già superato tutti i controlli. Ci hanno fatto delle domande, certo, e per esempio hanno voluto sapere perché il mio compagno fosse andato cinque volte in Giordania, ma comunque è andato tutto liscio.
    Sono curiosa di conoscere anche le altre tappe del tuo viaggio 🙂

  2. Sono stata in Israele nel 2012 e sono rimasta incantata dall’escursione al Mar Morto e alla Fortezza di Nizwa. Ora un mio grande sogno è visitare la Giordania, infatti sicuramente prenderò spunto dai tuoi racconti per organizzare al meglio e tracciare un buon itinerario. Per quanto riguarda il passaggio Giordania – Israele ti dico la verità, non pensavo che fosse possibile, quindi grazie per tutte queste info che normalmente non si trovano nel web con molta facilità. Hai fatto benissimo a “fare di testa tua”, provando questa esperienza di attraversare la frontiera 🙂

    1. Grazie di cuore Valentina per questo commento. Sono molto felice di esserti stata utile e di averti dato un’idea… Aspetto di sapere che giro farai in Giordania 🙂

  3. Mai stata in Israele, proprio perché è molto difficile reperire informazioni certe su alcune cose. La Giordania mi interessa non poco e sicuramente è sulla mia bucket list e prima o poi non scappa. La tua esperienza è decisamente interessante e, soprattutto, ora sappiamo qualcosa di più certo sull’argomento attraversamento del confine. Grazie 🙂

  4. Molto dettagliato ed esaustivo questo articolo! In effetti anche io credevo che non si potesse attraversare e invece adesso con questo articolo in cui spieghi passo passo cosa fare ho scoperto che non è affatto impossibile. Certo come dici tu ci vuole tanta pazienza soprattutto nei ripetuti controlli, ma decisamente un’esperienza più intensa rispetto al volo!

  5. Interessante articolo su un argomento inusuale. Ti faccio i miei complimenti per la curiosità e la determinazione che hai dimostrato e che ti hanno permesso di portare a termine il tuo obiettivo di viaggio! Immagino però che se tanti lo sconsigliano probabilmente a volte le cose non vadano sempre cosí lisce…🤔 In ogni caso le informazioni che hai fornito sono sicura saranno utilissime a chi vorrà provare l’esperienza dell’attraversamento del confine. Grazie per la condivisione 😊

  6. Beh sicuramente è un’esperienza diversa rispetto a prendere un semplice volo e come dici bene, finché non ci si trova nelle situazioni non si capisce in pieno. Non sono mai stata in queste zone quindi questo articolo è veramente utile!! Non avevo idea di tutto cio…

  7. Mentre leggevo questo post mi sono resa conto di cosa significhi davvero viaggiare con il senso dell’avventura e della scoperta. Tu sei una vera viaggiatrice perchè trasformi il viaggio in un’avventura. Anche quando si tratta di attraversare una frontiera.

  8. Grazie, grazie, grazie!! Ho in programma questo giro da un paio d’anni. Non sono ancora partita perché stavo cercando di organizzare un OTR in autonomia. Non avevo mai trovato articoli così dettagliati – ho trovato quello che mi serviva.

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